Nel Medioevo

Nel Medioevo
Esiste una differenza di carattere tra il Selvatico medievale e quello umanistico-rinascimentale: nel Medioevo sono accentuate le caratteristiche di ferinità, orribilità e ferocia (l’aspetto peloso, l’incedere su quattro zampe, le dimensioni gigantesche). Il selvatico lotta contro gli umani che si avventurano nella foresta, ed è un pericoloso rapitore di fanciulle. In alcuni casi però soccorre gli uomini e dispensa loro saggi consigli.
L’Uomo Selvatico indica a Ivano la strada per uscire dalla foresta e trovare la fontana magica

Ignoto frescante
affresco 1220 ca.- Rodengo (BZ), castel Rodengo
L’Uomo Selvatico dipinto nel castello di Rodengo condensa tutte le principali caratteristiche del Selvatico medioevale: l’aspetto gigantesco e spaventoso, con i capelli arruffati e i tratti del volto deformati, cui corrisponde però un’indole generosa e un atteggiamento collaborativo con gli umani. Aiuta infatti Ivano, cavaliere della Tavola Rotonda in cerca di avventura, a uscire dalla foresta e trovare la strada per la fontana magica. È inoltre signore degli animali che gli ubbidiscono docilmente.
Lotta nella foresta

Hans Burgkmair il vecchio (Augsburg, 1473 – Augsburg 1531)
disegno su carta 1500-1503 - Washington, National Gallery of Art
Forse ispirato ad un poema cavalleresco altotedesco, il disegno mostra un cavaliere in lotta con un gigantesco Uomo Selvatico che ha già ucciso altri contendenti. Il Selvatico incarna le caratteristiche più truci che nel Medioevo vengono attribuite alla sua specie e combatte con ferocia contro chi lo ha sfidato nella fitta foresta, ambiente in cui vive e che domina incontrastato.